Le proteste, w le proteste
- Silvio Mancinelli

- 6 ott
- Tempo di lettura: 2 min

Come ho già sottlineato, quando uno protesta, lo fa con la consapevolezza che questo gesto non cambierà il mondo, ma serve ad affermare da che parte si sta nelle grandi questioni mondiali. E' stato giusto quindi scendere in piazza a dire che bisogna difendere i palestinesi, che siano studenti o lavoratori, giovani ed anziani. Poco importa se una parte di chi protesta lo fa per altre ragioni, sicuramente qualche studente l'ha presa come una festa perchè salta la scuola, qualche politico l'avrà fatto perchè era giusto farsi vedere, probabilmente Landini, nell'indire uno sciopero illegittimo, lo ha fatto per la concorrenza delle altre sigle sindacali. In queste ora pare che Israele e Hamas accettino il piano Trump ( vedete a che punto siamo nella storia della umanità) ma il problema fondamentale è che si tratta con nazisti da una parte che stanno compiendo un genocidio e un gruppo di terroristi non democratici dall'altra. In questi casi come potete pensare di avere un risultato? Dall'altra parte abbiamo l'Ucraina della quale ci siamo dimenticati, con un Putin che, se non lo ferma la malattia, si trova a pressare l'est Europa. Viviamo in un periodo non facile e non basta la speranza di vedere gente in piazza perchè molti di quelli, da adulti, cambiano idea, pensano ai propri interessi, oppure si trovano in una posizione di debolezza all'interno del proprio status economico e sociale. E' la storia che ce lo insegna. Nonostante questo, bisogna sempre protestare, difendere i propri diritti e quelli degli altri, perchè, se non fosse così, non ci sarebbe quel freno, almeno psicologico, a tante altre cose. Per questo ringrazio sempre chi lo fa, anche chi si mette alla testa del corteo, perchè è una funzione essenziale, senza la quale non si muoverebbe nulla. W la protesta.







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