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  • Immagine del redattoreSilvio Mancinelli

La nostalgia del futuro passato


Sono sempre stato un amante della fantascienza perché mi ha fatto pensare a mondi diversi da quelli attuali, utopici, nei quali si lavora solo con l'intelletto e nel quale agli altri è consentito non lavorare perché ci sono i robot a farlo. Poi leggendo Asimov e il ciclo della fondazione e guardando i film anni 80/90 da Blade Runner a Terminator si arriva a capire che l' idea del futuro è una idea grigia, peggio del presente. Mancanza di energia, magari trasformazioni umane tipo the walking dead, lotta per la sopravvivenza. Probabilmente l' aspetto psicologico è stato importante: passare ad nuovo millennio forse dava una ispirazione nuova e si guardava ad un mondo migliore. Certo, sicuramente ci sono stati progressi nella scienza, nella tecnologia, il sistema delle comunicazioni e trasmissione dati è abbastanza avanti, ma alzi la mano chi, nato nel 77 o prima pensava ad 2021 più futuristico. Un esempio classico che porto è l' automobile: il concetto tecnico della automobile non è cambiato, la base è sempre quella. Anche Internet ha tradito: si utilizza spesso solo per i social senza una vera incidenza culturale. Come dice Reynolds si ha la nostalgia del futuro che poteva essere e non è . Manca ora non un Steve Jobs che era comunque un imprenditore manca qualcuno con l' immaginazione necessaria per rendere esistente quello che non lo è, nulla a che fare con le varie Greta. Vorrei che su rendesse attuale per esempio la velocità a curvatura, il teletrasporto, le protesi e ricambi come la mano cyborg di Luke Skywalker, un progresso tecnologico nella medicina come in star trek, una democrazia che guarda alla condivisione dei valori umani. Tutto ciò ora non esiste.

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