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Il turismo

  • Immagine del redattore: Silvio Mancinelli
    Silvio Mancinelli
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Io ho 50 anni e sono altrettanti che si parla di Sulmona come città turistica.  Eppure, da ogni lato si guardi questo settore, ci sono mancanze estreme. Potremmo fare una storia di cosa è stato fatto e cosa non è stato fatto in questi decenni ma credo che chi si candida e poi governa non deve darsi l’alibi delle mancanze A Montesilvano per esempio, già da marzo, l’ offerta degli eventi era pronta. Qui il cartellone è stato presentato (solo online) con eventi a partire dal 31 luglio. Tra l’altro Sulmona ha la fortuna che i buchi da riempire sono pochi perché c’è la giostra, Il jazz, e Piano Piano per Sulmona. Questa giunta ha deciso che Sulmona deve essere città della musica. Io e te ne siamo contenti ma è il metodo quello da criticare. Se si vuole diffondere la musica in città questa deve partire dal basso e non calando addetti ai lavori dall’alto nella indifferenza dei cittadini. La musica, come tutte le idee rivoluzionarie. nasce tra la gente. Con incontri nelle scuole su cosa é stata la musica nella storia umana, andando ad incontrare chi a Sulmona e dintorni ha a che fare con i giovani, come Laborautorio,  Acme di Raiano,  Fg music. Si deve parlare con Antonio Ranalli, giornalista Rai e che scrive per musicalnews, con Paolo Cantelmi che ha fatto radio e ancora oggi propone musica di qualità. Il comune dice che punta sugli artisti del territorio ma si finanzia una cover band e non si coinvolge Alex Maiorano,  i No more fear ( presenti anche in un libro di metal,  come successe per la PFM), i Chistine plays viola,  punto di riferimento del metal. Artisti che portano il nome di Sulmona dovunque.  Oppure Guglielmo Mascio, il più grande dj che sia mai uscito da questo territorio. La musica di qualità, se proposta bene, risponde anche alla problematica della violenza. Quando mettevo i dischi al San Patrick in diversi anni non è mai successo nulla perché la musica di qualità è negazione della violenza. Mancano poi le infrastrutture perché nel weekend non passano treni e non ci sono autobus dalla stazione. Spesso é stato il mio papà a dare dei passaggi ai turisti. Si è poi fatto un incontro con i gestori dei locali. A parte che durante la settimana il centro é vuoto perché siamo un popolo di lavoratori pendolari, nel weekend si proibiscono solo le cose senza produttivitá. Bisogna dare ed anzi imporre ai gestori di proporre iniziative private in cambio di sconti su tasse e burocrazia. Non ci si può solo lamentare del comune ma poi non si propongono cose, manco un dj ( anche se qualcosa si sta muovendo in tal senso) . Vede direttore, il termine “turismo” si compone di tanti elementi.  Se si vuole sopravvivere bisogna che questi elementi condividano le cose, altrimenti con l’industria finita, il commercio al dettaglio in declino, qui rimarrà solo Ovidio.

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