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  • Immagine del redattoreSilvio Mancinelli

Il laureato Andrea



Sono passate le 2 di notte e non ancora prendo sonno, i pensieri fluiscono velocemente e approfitto per raccogliere l'invito del mio amico Silvio a scrivere qualcosa per il suo blog su cosa si prova a laurearsi sotto pandemia. Quella che sto per concludere è stata una giornata frenetica, divisa a metà tra una mattinata passata davanti lo schermo di un pc ad attendere il mio turno per discutere la tesi di laurea e il pomeriggio passato al telefono per gli aggiornamenti sui casi di Coronavirus in città che ormai tocca amici, parenti.A metà è diviso anche il mio stato d'animo nel giorno in cui ci dovrebbe essere solo spazio per la gioia di un traguardo raggiunto, come può essere quello di una laurea. Non tanto per il fatto di essere diventato "titolato" ma più per aver portato a termine un percorso fatto di sacrifici e difficoltà. Invece no, oggi è diverso. Non c'è da discutere una tesi davanti ad una commissione e alla fine abbracciare amici e parenti ma solo un pc, una webcam e una connessione ad internet che ci permettono di essere connessi con la commissione, anch'essa riunita virtualmente. Il pomeriggio invece non c'è il ritorno trionfale in città con baci, abbracci e saluti ma la preoccupazione di fronte al triste bollettino dei contagiati che investe sempre più anche la nostra città.A metà è diviso anche il mio pensiero sul futuro, tra l'ottimismo e la voglia di cambiare il mondo che si hanno a 25 anni, nel giorno della tua laurea, e la preoccupazione che, quello che sta accadendo, possa stravolgere il nostro modo di vivere, il modo di intendere la società, l'economia, il mercato del lavoro.Voglio però cercare di spostare l'ago della bilancia a favore di un pensiero positivo paragonando il momento della laurea ad un taglio netto della corda che ci tiene legati al porto sicuro, permettendoci di restare a galla ma sempre "a metà" tra le certezze di una situazione tranquilla come può essere quella di un porto e una situazione di mare aperto. Bisogna imparare a navigare in mare aperto e quale momento migliore per imparare se non in un momento di burrasca? Proviamo a cogliere la parte positiva di ciò che succede, per quanto possibile, prendendo come stimolo le difficoltà per fare sempre meglio.Prima dell'emergenza avevo già mandato in stampa la mia tesi e in apertura ho riportato questa citazione di Mark Twain: "Tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite."In bocca al lupo a tutti quelli che si stanno laureando in questi giorni con modalità del tutto nuove, in un clima poco sereno. Auguri in particolare a chi sceglierà di non vivere "a metà" ma sceglierà di "esplorare, sognare, scoprire".

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