La memoria dopo la vita
- Silvio Mancinelli

- 4 mag
- Tempo di lettura: 1 min

Nel giro di pochi giorni sono venute a mancare due persone, di età diverse ma con le quali ho avuto a che fare. Sia che la tua vita sia breve, sia che sia lunga, il dolore per chi ti circonda è sempre lo stesso, perchè ci si rende conto che viene a mancare un tassello della tua vita, quello su cui ti appoggiavi, con cui ti confrontavi. Queste due persone non hanno niente che li collega. Io ho pensato invece che una cosa in comune ce l'hanno avuta: hanno lasciato una loro traccia in questa vita. E non parlo solo negli affetti della loro cerchia, ma nella comunità di appartenenza. Lo hanno fatto con le parole e i pensieri, con l'agire politico, con l'intrapendenza imprenditoriale. Ormai prossimo ai cinquanta anni cerco sempre di pensare a qualcosa da fare che rimanga dopo che io non ci sia più, perchè la memoria delle persone rimane immortale nonostante il corpo non ci sia più. Fare che fa rima anche con sbagliare, perché non sempre si azzecca la mossa giusta, ma una mentalità propositiva dovrebbe coinvolgere un pò tutti: non per forza bisogna fare cose grandiose, ma dedicare del tempo a come migliorare l'esistenza altrui. Le due persone che ora non ci sono più, a loro modo, lo facevano e probabilmente chi è vicino a loro deve far in modo che la loro azione prosegua.





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