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  • Immagine del redattoreSilvio Mancinelli

L'industria della nautica vola


Il prossimo Rapporto Centro del Sole 24 Ore in edicola venerdì 28 luglio con Il Sole 24 Ore in Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Molise, Marche, Abruzzo e Umbria punta il focus di apertura sul settore dei cantieri navali italiani il cui fatturato registra una crescita del 20% rispetto all’anno precedente. Mentre per l’intero comparto industriale della nautica, che comprende anche accessori e motori, è previsto (dati raccolti nella pubblicazione annuale Monitor) che i ricavi, nel periodo, oltrepassino i 7 miliardi, con un +15% circa rispetto ai 6,11 miliardi del 2021.

Porto di Marina di Carrara, pronto restyling da 100 milioni. Continuano a crescere i traffici di merci nel porto di Marina di Carrara, racchiuso tra la Riviera ligure e la Versilia e da anni in attesa di un ampliamento- riorganizzazione che possa favorirne lo sviluppo, non solo dal punto di vista commerciale- industriale ma anche delle crociere. Il porto, rileva il Rapporto Centro, ha subìto un vero e proprio boom di traffici nel 2022 passando da 3,5 a 5,5 milioni di tonnellate. L’impatto economico delle attività portuali sul territorio è salito dai 363 a 400 milioni. Adesso si guarda al restyling: il progetto di ampliamento prevede un nuovo pontile e più impulso alle crociere.

L’intervista. Pier Andrea Chevallard, il presidente di Confcommercio Roma parla al Rapporto Centro del Sole 24 Ore e tocca numerosi temi: «Ingiusto l’aumento della tassa di soggiorno. Nuove licenze taxi ineludibili, ma non risolvono da sole il nodo mobilità. Tempi sbagliati per la nuova Ztl». Sul boom di turisti poi lancia l’allarme abusivismo: «Bisogna evitare l’esplosione di coloro che offrono alloggi in maniera abusiva. Non parlo dei B&B regolari, ma di tutti coloro che utilizzano piattaforme prive di controllo. Non sappiamo neanche quanti turisti ci sono di preciso a Roma».

Dispositivi monouso. Il distretto biomedicale di Mirandola ha bisogno della Cispadana: è un appello all'unisono tradotto in una raccolta firme da inviare alla Regione e al Governo, quello che si è levato poche settimane fa dall’auditorium Rita Levi Montalcini, dove erano riuniti piccoli e grandi protagonisti industriali e istituzionali del terzo polo mondiale dei dispositivi monouso – un sistema di oltre 100 imprese che salgono a 300 con l’indotto, con più di 5.500 addetti e un peso sul Pil nazionale superiore all’1%, dati che ne fanno un polo leader nel mondo- in occasione di due giornate di studio e incontri sul tema della cura e del medtech per la terza edizione del TEDxMirandola. «Non può continuare a crescere un distretto industriale, se le infrastrutture non accompagnano lo sviluppo», rimarcano gli imprenditori. È da quasi 40 anni, infatti, che la “biomedical valley” modenese fiorisce e resiste per la promessa della politica di realizzare il collegamento veloce a quattro corsie tra A22 e A13, quindi tra Nord Europa e l'Adriatico (67 km di tracciato dal casello di Reggiolo sull'Autobrennero e la barriera di Ferrara sud) perché oggi nella Bassa Modenese ci si arriva solo dopo un'ora dietro a code di camion su una provinciale, una volta usciti dall'autostrada.

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