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  • Immagine del redattoreSilvio Mancinelli

Due chiacchiere con Marco Zordan


Conosco, ovviamente virtualmente, Marco da un pò di anni, cioè da quando scrisse sul mio gruppo, gli Straphon, e ha sempre avuto spunti e interessanti sul suo sito Indiepercui. Per questo ho deciso di rivorgergli un paio di domande.

In una settimana praticamente sono usciti i dischi dei Verdena, Agnelli e Marlene. Soprattutto Agnelli e Marlene parlano criticamente della società e del cambiamento climatico. Secondo te è un caso che sono usciti in questo momento, oppure considerando il mutismo della maggior parte degli artisti hanno voluto dire qualcosa?

Si per certi versi Agnelli e Marlene sono quelli che secondo me proseguono nel loro cammino che abbraccia indissolubilmente forma e contenuti. Seppur nella loro intrinseca differenza entrambi gli album costituiscono un’impalcatura importante che continua nel tempo, dopo sicuramente qualche passo falso per entrambi, a regalare emozioni anche sul piano dell’impegno civile. Quello di Manuel Agnelli lo percepisco più politico e immediato. Era da tempo che non lo sentivo così ispirato. Penso dai tempi di Quello che non c’è e da Ballate per piccole iene. Per quanto riguarda il disco dei Marlene ho potuto ascoltare soltanto alcuni pezzi. Solitamente do un giudizio complessivo ad un disco dopo averlo ben assimilato. Al momento posso dire che Godano e compagni hanno creato qualcosa di magico. I testi sono sempre di alto spessore, con un approccio eco sostenibile anche all’intero tour, senza tralasciare l’etica che li contraddistingue ed una certa qualità di fondo che , personalmente, non ha mai deluso. L’uscita di questi dischi, ora, secondo me è quanto mai importante. Purtroppo l’underground di cui mi occupo quotidianamente non sempre è in grado di emergere, anzi oserei dire raramente e il panorama delle musica rock italiana, attualmente, non brilla di certo per messaggi da veicolare. Probabilmente sarà un periodo passeggero, una moda, un ciclo, poi qualcuno della vecchia guardia tornerà e saprà ancora stupire. Finché esistono questi dischi godiamoci il momento.

Da anni gestisci un sito che si occupa di musica e fumetti e che si è ritagliato il suo pubblico. Non è facile trovare il tempo, almeno per me è molto difficile concentrarmi dopo una giornata di lavoro, tu come fai?

Si sono dieci anni che ho aperto Indiepercui. L’ho fatto un po’ per gioco perché da un lato le mie finanze, da educatore, non mi permettevano e non mi permettono di coltivare, con costanza, questa passione, dall’altra e l’ho scoperto soltanto dopo, avere un blog musicale ti permette di conoscere a fondo o comunque ti consente di fare una fotografia abbastanza veritiera di come sta la musica indipendente in Italia e di come pian piano si sta evolvendo. Non è facile trovare il tempo assolutamente. Per sfortuna o per fortuna in questo caso, trascorro un’ora e mezza al giorno in auto per recarmi e tornare dal lavoro. Questo mi permette di ascoltare i dischi che arrivano e che aspettano di essere recensiti. Per quanto riguarda gli illustrati per l’infanzia e i fumetti, le ore serali sono gli unici momenti destinati alla lettura del materiale che arriva. Quando mia figlia di un anno e mezzo dorme posso scrivere tranquillamente dei mondi che gentilmente, le varie case editrici, mi permettono di scoprire. Stessa cosa vale comunque per i dischi. Altra cosa forse la costanza. Solitamente non lascio troppi lavori arretrati altrimenti mi troverei letteralmente sommerso dalle cose da fare.

in questi giorni, tra mille difficoltà , sta nascendo il governo Meloni. Secondo te è più merito loro che hanno parlato alla pancia degli italiani, mettendoci dentro pure delle panzane, o colpa di una sinistra che sui diritti sociali non fa nulla?

Direi che entrambe le tue supposizioni sono veritiere. Ovviamente questa destra ha sempre parlato alle pance degli italiani. Penso a Salvini e alla sua bassezza sia culturale che morale. Penso al passato con Berlusconi e a quelle fantomatiche promesse di colmare il divario tra le persone agiate e la povera gente. Ora la Meloni che non rievoca il fascismo, ma che in qualche modo ne incarna lo spirito in nome di una chiusura e di un’arretratezza evidente di fronte ad un mondo che corre e ci chiede di cambiare prima che sia troppo tardi. Dall’altra abbiamo una sinistra impalpabile. Da quando si è formato il Partito Democratico la sinistra in Italia non è più esistita, a mio avviso e il volere essere troppo moderati ha portato inevitabilmente ad uno spostamento verso destra del pensiero progressista salvaguardando più l’individuo rispetto alla collettività. Il centro sinistra attuale ha delle colpe gravissime. Troppo silenzio per troppo tempo. Spero che in questo futuro che ci attende si inizi a parlare seriamente di temi come sostenibilità, innovazione energetica, trasformazione dei processi produttivi in nome di un progresso realmente a servizio, se non di tutti, di molti.

Siamo quasi alla fine dell’anno, quali sono i libri che ti hanno più colpito?

Purtroppo il poco tempo a disposizione non mi permette di leggere libri particolarmente impegnativi. Acquisto, ogni tanto, qualche art book di film, cartoni animati, serie tv da collezionare e da sfogliare e ovviamente leggo gli illustrati e i fumetti che arrivano, ma che non richiedono lo stesso impegno “fisico” di un romanzo. Difficile dire, ora, quali sono stati i migliori. Sicuramente tra i preferiti in ambito fumettistico il lavoro di Antoine Maillard, Fendente, Nei boschi di Emily Carroll o il divertente Caterina e i capellosi di Alessandro Tota. Nell’ambito degli albi illustrati invece La terra di nessuno della coppia Floriano/Delicado, Bianca con le illustrazioni della Vermeire, Ernest e Biancaneve di Luca Tortolini e Alice Barberini.

Ultima domanda: quando parlo con i miei nipoti che vanno a scuola mi accorgo che l’integrazione in parte già c’è se pensiamo che le classi sono composte da ragazzi di varie nazionalità, mentre alcuni politici parlano ancora della supremazia italiana. Pensi che i ragazzi riusciranno a creare un mondo più integrato oppure, crescendo, cambieranno idea?

L’integrazione deve essere un motore di spinta necessario per formare una nazione. Non ci siamo ancora accorti, molto probabilmente che esistiamo, nonostante tutto, nella parte fortunata del mondo e solo l’appartenenza mentale a qualcosa di più grande e soprattutto condiviso permette all’essere umano di percepire i cambiamenti e di farne parte attivamente. Solo la cultura, il senso civico, il bene comune sono gli ingredienti per sconfinare oltre i limiti imposti da questa società fin troppo chiusa. Mi auguro che ai giovani, ai bambini, venga prima di tutto insegnato il valore del coesistere e soprattutto venga insegnato loro che la terra che occupiamo, tutti noi, usando un termine ironico, in modo abusivo, è un qualcosa che deve essere a servizio della collettività nel nostro lento passare.

Sul link troverete la recensione ad uno dei nostri dischi

Indiepercui su The Straphon

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