Anarchia totale tra Capograssi e i Fuochi
- Silvio Mancinelli

- 20 apr
- Tempo di lettura: 2 min

Mi sono venute in mente due cose diverse che però hanno un comun denominatore: la mancanza di regole in questa città. Il comune ha deciso da poco di dare il verde nelle mani del privato. Nessun taglio di alberi ma, con l'assicurazione riconosciuta, il cittadino può curare i prati. C'è un modulo che si può scaricare e chiunque può farne richiesta. Me lo avevano chiesto anche a me. La ratio di questa mossa è la seguente: non abbiamo manodopera e allora diamo spazio al privato (gratuitamente). Non male, salvo che poi il comune non delinea linee guida su cosa farci con questo verde. Dalla pagina del mio amico Nosmo esce fuori questa bara floreale per Capograssi, probabilmente per omaggiare il grande giurista. Dall'altra parte si va in piazza Garibaldi alla festa dei fuochi, evento che ho sempre frequentato e che, idealmente, segna l'inizio delle belle stagioni e della Giostra Cavalleresca. Qui c'è la fontana o Fontanone, monumento che è un simbolo della città, costruita nel 1823 per poi avere l'aspetto attuale dal 1933, se non erro. I bimbi giocano con il pallone all'interno di essa (l'acqua non c'è ovviamente), addirittura cercano di fare la scalata.

Il comun denominatore di queste vicende, apparantemente diverse tra loro, è la mancanza di regola e la loro disapplicazione. Nel primo caso dare mano libera a chiunque per lo spazio pubblico e non affidarsi ad esperti (penso al verde curato da Iannagreen per esempio) porta a cose brutte da vedere e imposte ai cittadini, con tanto di autorizzazione. Nel secondo caso si conferma il fatto che al comune poco importa dei momenti di questa città: in altri posti non è neanche possibile "bivaccare" sulle scalinate di piazze, come a Roma. qui si permette invece di molestare un monumento antichissimo. Ovviamente in questo secondo caso, la colpa non è dei bimbi innocenti, ma di genitori che, al posto di insegnare come si vive in comunità e il rispetto dei beni pubblici, fa foto ricordo, sorseggiando una birra.
Mancanza di regole e mancata applicazione delle stesse, anche di buon senso, in una Sulmona, nella quale, per mettere una targa deliberata dalla giunta, servono le autorizzazioni anche del Padre Eterno (che neanche bastano, considerando che la delibera è della giunta Casini, due sindaci fa), invece per opere brutte e mancata protezione dei monumenti, non serve nulla.





Commenti