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  • Immagine del redattoreSilvio Mancinelli

Due chiacchiere con Marco Bellinazzo


Partiamo da una delle ultime notizie: l'arresto di Platini. Che c'era già qualcosa che non andava lo avevi previsto già nel tuo libro i Padroni del Calcio (2017). Il calcio mondiale è molto corrotto?

Esistono dinamiche poco trasparenti. Il business che ruota intorno al mondo del calcio è ormai di tale portata che non se ne possono lasciare le redini in mano a pochi autocrati. Le inchieste che hanno travolto la Fifa di Havelange e Blatter hanno permesso di fare piazza pulita di tanti corrotti. Ma evidentemente occorre fare di più in termini di trasparenza e democrazia in tutte le istituzioni che governano il calcio.

Soprattutto in Sudamerica i fondi di investimento sono presenti nel calcio. Quando si leggono le notizie sul calciomercato si leggono di giocatori che per una parte sono di proprietà appunto di alcuni di questi fondi. Anche il Milan ora è controllato dal fondo Elliot. Non è che, nel mondo del calcio, questi fondi hanno trovato l'oro?

Sono cose diverse. I fondi dal maggio 2015 non possono più avere la proprietà dei cartellini dei calciatori. La Fifa lo ha vietato, anche se non mancano procuratori che operano bordeline e che hanno architettato altri stratagemmi, come quello di controllare piccoli club in giro per il mondo da cui far transitare figurativamente i calciatori e accaparrarsi i guadagni per i loro trasferimenti. I grandi Fondi come Elliot entrano nel mondo del calcio acquistando club in difficoltà da poter rivendere a prezzi alti, come farebbero con aziende di altri settori.

Ti sei occupato anche di diritti televisivi in “La fine del calcio italiano”. Con la divisione dell'anno scorso e l'avvento di Dazn si è evitato il monopolio di Sky, ma da utente e fruitore, ti chiedo: al consumatore chi ci pensa? Praticamente la liberalizzazione ha portato il consumatore a dover sborsare più soldi per vedere tutto il calcio. Come si può ovviare a questo problema?

Anche prima con Mediaset Premium non esisteva un monopolio Sky. Il prezzo lo fa il mercato, ma è chiaro che devono esserci servizi adeguati al costo per i consumatori. E c'è da chiedersi se lo spettacolo della Serie A valga l'attuale prezzo, per le tv e per i clienti.

Andrea Agnelli spinge da un po' di tempo ad un supercampionato europeo. La sua idea ha solo una valenza economica o anche sportiva?

Entrambe, ma è più di carattere economico. A mio avviso il vero problema è quello di una redistribuzione più equa delle risorse generate a favore dei club medio-piccoli, che stanno invece vedendo crescere esponenzialmente la forza economica di pochi club al vertice della piramide calcistica europea.

Ti vediamo spesso da Bonan a parlare di calcio, spesso e volentieri, per il trasferimento dei giocatori si ascoltano cifre inverosimili. Ma quanti soldi veri ci sono in questi trasferimenti? Tra prelazioni, bonus, bond, quanto versa effettivamente per un giocatore una squadra a chi vende?

Il prezzo dei trasferimenti dei calciatori ha subito un'impennata negli ultimi anni in rapporto alla crescita del giro d'affari complessivo del movimento calcistico. Di soldi veri comunque ne girano abbastanza. Non tutti quelli di cui si parla. Il vero cancro del calcio, italiano e non solo, sono le finte plusvalenze fatte solo per tenere in piedi i bilanci di società claudicanti.

L'ultima domanda la voglio fare sulle squadre delle serie cadette: ogni anno i campionati vengono decisi più nei tribunali con i fallimenti che sul campo. Come è lo stato di salute della B e della vecchia serie C?

Negli ultimi dieci anni sono fallite circa 150 squadre in Italia. Ogni anno la Figc vara regole più severe. Lo stato di salute non è affatto buono. Vediamo se stavolta le soglie di iscrizione più elevate terranno fuori chi non ha i mezzi per stare seriamente nel calcio professionistico.

Per chi vuole seguire il calcio andando oltre le chiacchiere da bar: https://marcobellinazzo.blog.ilsole24ore.com/

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