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Tutti Fenomeni - Lunedì

  • Immagine del redattore: Silvio Mancinelli
    Silvio Mancinelli
  • 12 minuti fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Recensire un artista come Tutti Fenomeni (al secolo Giorgio Quarzo Guarascio) è sempre un esercizio di equilibrismo tra l'alto e il basso, il colto e il demenziale. Con "Lunedì", il Nostro sembra aver deciso di abbandonare le ramificazioni dell'indie-pop post-trap per vestire i panni di un cantautore d'altri tempi, ma con il filtro di chi ha passato troppo tempo su internet seguendo la rotta di chi come I Cani lo hanno già fatto. Se il precedente album era un'esplosione di eclettismo prodotta da Niccolò Contessa (I Cani), "Lunedì" rallenta il battito cardiaco. È un disco che suona "vecchio" nel senso più nobile del termine: archi, pianoforti, citazioni letterarie e una voce che si fa più ferma, quasi solenne. La cosa più importante è la scrittura  perchè Giorgio si conferma un paroliere unico. Riesce a far convivere riferimenti alla filosofia greca, alla storia romana e al trash televisivo senza sembrare (troppo) arrogante. È il re del "non-sense che in realtà ha perfettamente senso”. Un talento che forse potrebbe spingere un pò di più da un punto di vista degli arrangiamenti.


La tracklist

  1. La ragazza di Vittorio

  2. Col tuo nome

  3. Mao

  4. Morire vista mare

  5. Piazzale degli eroi

  6. La felicità del cane

  7. Vanagloria

  8. Formentera

  9. 29 Febbraio

  10. Love in not enough


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