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Subsonica - Terre Rare

  • Immagine del redattore: Silvio Mancinelli
    Silvio Mancinelli
  • 3 apr
  • Tempo di lettura: 1 min

Diciamocelo: dopo 30 anni, molte band iniziano a fare la propria "cover band”., basta pensare a come hanno un pò stancato U2 o Pearl Jam per esempio. I Subsonica, invece, con “Terre rare” hanno fatto un viaggio vero. Sono andati in Marocco, si sono messi a suonare con i musicisti locali a Essaouira e ne sono usciti con un album che profuma di polvere, mare e sintetizzatori vintage. Se vogliamo, possiamo fare un parallelismo con i Gorillaz i quali hanno concepito l’ultimo lavoro in India. Non aspettatevi un disco "da classifica" fatto per TikTok. È un lavoro denso: dentro c’è il solito mix micidiale Subsonica, ma stavolta c'è meno "freddezza" digitale e molto più groove umano. Si ascoltano strumenti tradizionali africani che si incastrano con i bassi di Vicio e i tastieroni di Boosta. In questo lavoro si parla di muri che si alzano, di quanto siamo diventati schiavi degli algoritmi e di quanto sia difficile (ma necessario) restare umani. È un disco per chi ha voglia di ascoltare, non solo di sentire. Se cerchi la hit estiva da spiaggia, forse non è questo il posto giusto. Se cerchi i Subsonica che sperimentano, che rischiano e che hanno ancora qualcosa di urgente da urlare nel microfono, allora "Terre Rare" è una bomba. Sembrano tornati ai tempi di “Microchip Emozionale”, ma con trent'anni di esperienza e qualche cicatrice in più che li rende ancora più interessanti.


La tracklist


  1. Al confine

  2. Straniero

  3. Teorie

  4. Radio Mogadiscio

  5. Rifugio

  6. Ghibli

  7. Grida

  8. Transumanesimo

  9. Jinn

  10. Alisei

  11. Il tempo in me

  12. Terre rare


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