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  • Immagine del redattoreSilvio Mancinelli

Federico Mecozzi - Inwards


Non è semplice esprimere una propria emozione con lo strumento, ma se Gary Moore può fare album con la chitarra o Hevia con la cornamusa, anche Federico Mecozzi può farlo con il violino e lo fa molto bene in “Inwards”, disco composto da nove canzoni e lungo un pò più di 37 minuti. Forse non è un musicista conosciuto dalle masse, ma da 13 anni suona insieme a Einaudi. “Inwards”, che arriva a tre anni di distanza dal precedente “Awakening” (2019), vede prevalentemente il violino al centro della scena e intreccia sonorità che transitano tra musica classica contemporanea, folk, elettronica, world music. E’ già da tempo che il violino è stato sdoganato anche in ambito rock, diventando un elemento di eleganza e sostegno alla chitarra elettrica per cui Mecozzi si diverte a farlo “cantare” in vari ambiti, mettendoci atmosfera, ma manca quel tocco di originalità. Rimane comunque un bel lavoro.

La tracklist

  1. Inwards

  2. Breeze

  3. Winter wail

  4. Escape

  5. Motionless

  6. The end of the day

  7. Skywards

  8. Point of view

  9. Backwards



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