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24 Grana - Bidonville

Immagine del redattore: Silvio Mancinelli
Silvio Mancinelli
7 ore fa
Tempo di lettura: 1 min

A quindici anni dall'ultimo album di inediti e in occasione dei trent'anni di attività della band, i 24 Grana sono tornati con “Bidonville”,fresco, fresco di stampa. Il disco si snoda lungo 11 tracce, tra cui spiccano alcuni momenti di particolare intensità narrativa. Il titolo non è soltanto un toponimo o un richiamo visivo alla marginalità urbana, ma una lente sociopolitica ed esistenziale. In Bidonville, Napoli — in particolare l'area orientale e il quartiere Stadera, già protagonista dell'omonimo singolo apripista — funge da punto d'innesco per una riflessione universale sulla disumanizzazione contemporanea, sulle disuguaglianze e sul logorio delle relazioni umane. Francesco Di Bella è invecchiato bene ed anche il suo lavoro solista è stato un ottimo album. Anche “Bidonville” è un bel disco perchè non c'è compiacimento folcloristico né la rincorsa alle mode contemporanee del pop metropolitano: la scrittura di Francesco Di Bella conserva quella cifra poetica asciutta, nervosa e profondamente empatica che ha sempre contraddistinto il percorso del gruppo. Il suono di Bidonville è l'evoluzione naturale del loro peculiare “underpop".


La tracklist


Nino

Stadera

Bidonville

Nisciuno parla cchiù

Je songo comme so’

Gaza (ce chiamma ancora)

Dimme comme fai

Buono a se fa piglia’

Sotto San Gennaro

Overdose

L'ora 'e turna' a fatica'

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