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  • Immagine del redattoreSilvio Mancinelli

Ismael - Quattro


Quando uno scrittore abbraccia la musica c'è spesso da stare attenti perché si tratta sempre di due linguaggi diversi che non sempre possono coesistere. Faletti infatti recitava su delle musiche. Gli Ismael sono una eccezione che conferma la regola. Con il loro nuovo album, “Quattro”, pongono il rock al centro di tutto. È un disco che viene pubblicato dopo un po' di anni e che vede una formazione così composta: Sandro Campani (voce, chitarra elettrica, armonica), Giulia Manenti (chitarra elettrica), Barbara Morini (basso), Piwy Del Villano (sax, tenore, sopra, contralto) e Luigi Del Villano (batteria). Perché parlo di scrittore? Perché Campani fa anche quello: ha da poco pubblicato per Einaudi il romanzo “Il giro del miele”, ambientato negli stessi luoghi di questi brani, ma non significa che ci sia una trasposizione musicale del suo racconto. La cosa positiva è che la canzone, essendo ancorata ad una band, non c'è il rischio che suoni fredda, senza un' anima e la voce l'unica protagonista. “Quattro” contiene dodici canzoni (una è una ghost track) che parlano dell'Emilia e della morte usando una musica morta (il rock) per morti. Cantare quella terra significa ovviamente confrontarsi con chi lo ha fatto prima di loro e lì di artisti ce ne sono stati, ma grazie al rock e a questo stile un po' desueto, gli Ismael individuano bene la loro dimensione. Con il sax di Del Villano, in alcuni casi il suono si avvicina a quello dei Morphine. Un discreto disco a livello del precedente “Tre” già elogiato su queste pagine.

La tracklist

  1. E dove andrai, Luchino?

  2. Canzone del melo

  3. E' tutta una morte

  4. Il nocciolo della questione

  5. Canzone delle gazze

  6. Quante case spente

  7. Canzone dello specchio

  8. Canzoni dei salici

  9. (Emilia)

  10. La gente che vive

  11. Barbaj

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