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  • Immagine del redattoreSilvio Mancinelli

L'integrazione di Ubuntu


Quando si dice che Sulmona è morta, si dice una fesseria. Ovviamente è difficile pensare a viverci come ci vivevano i nostri genitori, nel senso vivere a 5 minuti dal posto di lavoro, ma stare in un posto significa pure fare comunità. Un esempio di quello che voglio dire è dato da Ubuntu. Che cosa è, direte voi. È una associazione di volontari che vuole partecipare alle attività di tutela ed assistenza dei richiedenti asilo e rifugiati, attraverso programmi di assistenza per l’integrazione sociale e culturale, di consulenza psicologica, medica e legale. È una associazione che nasce da lontano, cioè da quando i primi rifugiati sono stati fatti soggiornare nella città ovidiana.

Parliamo forse della questione del secolo, perchè un flusso migratorio così grande non si era mai visto negli ultimi tempi. Gli associati di Ubuntu, senza ricevere un euro, perchè di volontari si tratta, grazie all'aiuto di qualche sponsor tipo la Cgil portano avanti un progetto di integrazione con uno sportello a Sulmona e uno a Pettorano. È quindi una attività positiva. Affrontano il problema cercando una risposta e la risposta è quella di dar ai migranti una occasione, non assistenzialismo, perchè quello non serve. Serve la conoscenza della lingua, dei loro diritti e dei loro doveri. Serve qualcuno che spieghi loro, che il lavoro dovranno procurarselo come tutti gli altri. Per chi non è d'accordo su come sta cambiando il mondo, basta fare una passeggiata per il corso di Sulmona e vedere i negozi che sono aperti da turchi, indiani, cinesi. E a me piace, perchè il futuro è questo nonostante i proclami di Trump. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato,Ubuntu ha organizzato il prossimo 20 giugno alle ore 20.00 una cena a buffet di raccolta fondi presso la Cantina Biffi di Sulmona. È una cosa che mi preme pubblicizzare. Perchè anche il ristorante in questione partecipa con i suoi strumenti all'integrazione. Ed in queste giornate nel quale si parla di ius soli è necessario sensibilizzare la popolazione sul fatto che la società non è statica ma ha un dinamismo sul lungo periodo, che la globalizzazione, Internet, e i social, non solo i barconi, hanno avvicinato persone e popoli. Va così il mondo, è una rivoluzione che non si può fermare. Questo potrebbe creare anche nuovi posti di lavoro. A questo punto meglio viverla da protagonisti la storia invece che da spettatori no?

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