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  • Immagine del redattoreSilvio Mancinelli

Ricordiamo quello che è successo


Siamo ad agosto in piena campagna elettorale, altro che ombrellone e ciabatte!

Utilizzando le parole di un giornalista che a me piace assai, cioè Claudio Cerasa, voglio ricordare quello che è successo il 21 Luglio così da farvelo ricordare alle urne. In calce il discorso dell'ex premier.

"Finisce in un modo pazzo, scriteriato e rocambolesco il governo guidato da Mario Draghi, in una giornata a metà fra la tragedia strategica, la farsa politica e il Papeete parlamentare. Finisce con una sfiducia che nessuno dei sabotatori del governo ha il coraggio di esplicitare (meglio uscire dall’Aula). Finisce con una bocciatura politica del governo che nessun leader di partito ha il coraggio di intestarsi (il senatore Matteo Salvini ha scelto di non essere lui a motivare in Aula la fine del sostegno al governo). E finisce al termine di una giornata in cui Draghi si è ritrovato di fronte a una maggioranza di ribelli che non ha fatto altro che ripetere lo stesso film girato durante le ore cruciali della partita quirinalizia di gennaio: lo sgambetto, la spallata, lo scherzetto o se volete semplicemente il draghicidio. Finisce così, il governo Draghi. Finisce dopo 552 giorni di maggioranza anomala, ma tutto sommato ben funzionate. Finisce al termine di un percorso di successo nel quale il presidente del Consiglio ha avuto la forza di indirizzare la nave dell’Italia verso una direzione nuova, fatta di riformismo pragmatico, europeismo convinto, atlantismo sincero, anti populismo esplicito. Finisce così, l’esperienza di Draghi, che ha aperto una parentesi nella politica italiana che grazie ai molti e benedetti vincoli europei sottoscritti in questi mesi dall’Italia attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza difficilmente si andrà a chiudere qualunque sarà il percorso che l’Italia andrà a imboccare nei prossimi mesi. E finisce in un giorno non come gli altri, in cui l’ex governatore della Bce, durante il suo tosto, duro e per certi versi sfacciato discorso pronunciato al Senato non ha fatto altro che mostrare con schiettezza al Parlamento l’inevitabile rivoluzione con cui dovrà fare i conti l’Italia negli anni a venire: il passaggio dalla stagione dei pieni poteri a quella dei pieni doveri".

Fonte: pagina Facebook di Cerasa.



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