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  • Immagine del redattoreSilvio Mancinelli

I Gunash: rock in via di estinzione


“Great expectations” è il terzo album dei Gunash, band piemontese formatasi nel lontano 2003. Non è difficile scovare le influenze del gruppo: a parte che la voce di Ivano Zorgniotti è simile a quella di Layne Stanley, la band, nei suoi primi passi, era una cover band dei più famosi gruppi anni 90, dai Nirvana ai Soundgarden. Questo lo si evince sia da come suona “Great expectations” sia appunto dalla voce del frontman. Non c'è tanto heavy metal, ma più sonorità alla Alice in Chains e alla Stone Temple Pilots. Possiamo dire il disco è concept album: tutto l'album, usando storie particolari, vuole lanciare un messaggio di speranza. L'aver speranza prima di tutto verso noi stessi e nelle nostre capacità. L'album è nato durante il tour americano del 2015 dove la band registra ben 3 singoli. Il resto è stato fatto l'anno dopo negli studi della Go Down. “Great expectations” è un buon disco che sicuramente sarà apprezzato da chi ha vissuto l'era “grunge”. I Gunash rappresentano ormai una razza in via di estinzione, considerando che ormai i chitarristi sono sempre meno, e proprio il genere classico rock si sta avviando ad essere in minoranza a favore di altri.

La tracklist

  1. Need to bleed

  2. Sicktown

  3. Mirror

  4. Great expectations

  5. Stone garden

  6. Mean

  7. Gunash blues

  8. Death comes

  9. Stray dog

  10. The killing silence


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